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Concimazione primaverile: quando la prima?

Come scegliere il momento giusto

Quando si pensa a quando effettuare la prima concimazione di primavera, spesso la preoccupazione è quella di apportare troppo precocemente gli elmenti nutritivi e stimolare quindi troppo presto il prato.

Se abbiamo un prato maturo in salute, ci troviamo di fronte alla situazione più semplice. In questo caso il concime va applicato ai primi segni di risveglio del prato, preferendo un prodotto a base di azoto a cessione controllata al fine di avere elementi disponibili per molte settimane (ad es: Landscaper Pro Maintenance).

In caso di prato giovane è importante garantire una distribuzione uniforme e diffusa. La scelta deve quindi ricadere su un concime a granulometria fine affinché raggiunga tutte le piantine. Importante è anche il contenuto di fosforo, necessario a promuovere un’attiva crescita radicale. Il rilascio dei nutrienti dovrà essere graduale e a contatto con l’apparato radicale giovane e ancora poco profondo.

Con un prato danneggiato (a causa di freddo, malattie invernali o residui di diradamenti risalenti alla stagione precedente) si opta per un prodotto in grado di stimolare la crescita attraverso l’apporto combinato di rilascio dell’azoto controllato e a pronto effetto (ad es: Landscaper Pro Universtar Balance). Lo scopo è quello di velocizzare la riparazione dei danni, aumentare massa fogliare e densità prima che possano subentrare le infestanti estive. In questi casi i concimi a cessione controllata sono perfetti: evitano picchi di rilascio, ma sono relativamente meno dipendenti dalle temperature.

Nota: nelle aree in cui è presente muschio, si raccomanda l’uso di concimi ad alto titolo di ferro. Questo elemento, infatti, lo contrasta proprio nel momento in cui si svilupperebbe maggiormente (ad es: Landscaper Pro Shade Special). Con diradamenti ampi è bene prevedere un’ integrazione della semina.

L’utilizzo di concimi a cessione controllata permette di anticipare la prima concimazione primaverile, che sarà da calcolare anche in funzione delle condizioni del tappeto erboso.

In generale, in queste situazioni è bene utilizzare concimi con forme a lento rilascio di nutrienti in quanto evitano un eccessivo effetto starter; le tecnologie che rendono gli elementi nutritivi gradualmente disponibili per le piante, attraverso fenomeni chimici e fisici i cui meccanismi differenti di cessione coinvolgono soprattutto temperatura ed umidità.

Un esempio di tecnologia: Poly-S

Poly-S granulo

Quando l’umidità penetra nella membrana di avvolgimento, l’azoto viene rilasciato. In base allo spessore dell’avvolgimento questo processo può durare fino a 4 mesi. Forti aumenti di temperatura e/o umidità non generano variazioni significative nello schema di rilascio. Questo evita picchi di crescita e assicura prati sani e dalla colorazione intensa sia col caldo che col freddo. Vai all’approfondimento su Poly-S 

 

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